Milan – Sampdoria 3-0: il Racconto

Ecco qui la rubrica sul milan!L’autore è il caro amico Vanni,appassionato tifoso e fine conoscitore del calcio italiano.Per tutti i tifosi milanisti e non,buona lettura!

“A questo punto non vincerlo sarebbe un suicidio.L’ammissione, senza nemmeno troppi giri di parole, arriva direttamente da Allegri e testimonia lo stato d’animo che si respira in casa rossonera. Oramai non ci si può più nascondere: al termine della 33esima giornata di Serie A, il Milan si è visto aumentare il distacco  nei confronti delle dirette inseguitrici, entrambe uscite sconfitte, e la sensazione è che questa possa esser stata l’ultima svolta del campionato. La matematica lascia i giochi ancora aperti e l’andamento degli ultimi campionati deve servire da monito e da insegnamento, ma più di un fattore porta a credere che pian piano il sarto meneghino stia scucendo lo scudetto per passarlo da una parte all’altra del Naviglio. Nell’anticipo serale (in concomitanza con l’Inter), il Milan ha fatto un altro passo avanti superando agevolmente una Sampdoria che, non abituata a lottare per le zone basse e priva di un attacco e di un sistema di gioco valido, non ha potuto insidiare un Milan troppo concentrato per l’occasione. Nella mente di tutti sabato sera riecheggiavano ancora le immagini dell’ultimo passo falso casalingo, il pareggio 1-1 contro un ottimo Bari, che assieme alla sconfitta a Palermo, fecero sorgere qualche dubbio e perplessità. Una volta è concesso sbagliare, due no. Detto fatto: 3-0 e pratica Sampdoria archiviata senza troppi grattacapi. A dir la verità il Milan, a differenza del derby e della trasferta fiorentina, inizia senza premere sull’acceleratore, ma al primo vero tiro in porta, colpisce e tramortisce: Seedorf, rigenerato nella sua nuova-vecchia posizione di centrocampista laterale (un atto II verrebbe da dire dopo la prima era “ancelottiana” ), indovina l’angolino giusto su calcio di punizione e trafigge sul suo palo Curci. Prima di questo la Samp si è affacciata nell’area di rigore rossonera in una sola occasione, e sarà l’ultima; poi il vuoto. Il nome di Abbiati viene registrato solo per la sua uscita anzitempo che da la possibilità ad Amelia di sfatare un tabù: prima volta stagionale che il Milan vince con l’ex Genoa in porta. Sono soddisfazioni anche queste. Poi le solite, piacevoli conferme di una squadra camaleontica e intercambiabile che non offre punti di riferimento in mezzo al campo. Elementi rappresentativi di questo momento sono il ghanese Boateng, operaio con il frac per come riesce ad alternare corsa, muscoli e potenza a tocchi di classe e di precisione, mai fumoso e sempre più essenziale e Van Bommel, architetto roccioso lì a centrocampo, che da quando è arrivato (non soffermiamoci sul grave errore del Bayern a lasciarlo andare), non ha fatto rimpiangere Pirlo (prezioso comunque il suo rientro per il finale di stagione). Il secondo tempo, poi, è praticamente accademia. Trovato il secondo goal su calcio di rigore, trasformato da Cassano (subentrato a causa dell’ennesimo infortunio muscolare di Pato), la partita scivola via, tra passaggi e possesso palla. Gli occhi degli spettatori (e non) sono tutti sul tabellone ad attendere le notizie che giungono da Parma, dove contemporaneamente, l’Inter crolla e si spegne. Nel mezzo il terzo goal di Robinho, sempre presente per movimento ed inserimenti, ma sciattone sotto porta, che insacca di testa da posizione facile anche per lui. Molte note positive, dunque, che addolciscono e mascherano quel paio di note stonate (vedi la ormai “solita” squalifica di Ibrahimovic e l’infortunio di Pato) che potrebbero creare qualche insidia nella prossima trasferta a Brescia. A detta di Galliani molto si deciderà nel prossimo turno. Ammesso che non sia già tutto deciso…

Giovanni Sgobba.

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Published in: on aprile 19, 2011 at 1:36 pm  Lascia un commento  

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