Brescia-Milan 0-1: il Racconto

Lo scudetto si avvicina e allora non poteva non mancare il nostro articolo sui rossoneri,firma sempre di Vanni Saps!

Corsi e ricorsi storici. Il calcio è anche questo. Ultima vittoria del Milan al Rigamonti di Brescia nella stagione 2003-2004: 0-1 con goal della “sorpresa” Pippo Pancaro. A fine anno, la squadra allenata da Ancelotti poté festeggiare il suo 17esimo ed ultimo scudetto. Il calcio crea questi parallelismi romantici per cui è lecito crederci; dopotutto durante l’anno, il Milan ne ha accumulati parecchi di indizi (vittoria a Torino, doppio derby vinto ecc.), che confrontandoli con la stagione dell’ultimo successo, portano ad un prova sola. Ma non ci vuole il finissimo intuito dell’ investigatore Sherlock Holmes per giungere ad una conclusione, che a 4 giornate dalla fine, sembra ormai scontata. Anche questa volta, dunque, vittoria per 0-1. Un altro parallelismo?Marcatore decisivo è stata la “sorpresa” (proprio come Pancaro) brasiliana Robinho. Casualità che a segnare un goal così pesante e decisivo sia stato proprio lui, arrivato a Milano in contemporanea con Ibrahimovic ed etichettato come un capriccio, uno sfizio messo lì a completare un reparto offensivo di puro mix tecnica&forza, considerato troppo leggero per la serie A, tutto giochetti e poco concreto. E invece fa la stagione che non ti aspetti: con quello di sabato fanno 12 goal che danno spessore e valore al tanto, tantissimo movimento ed impegno messo in campo ad ogni occasione e non ultimo durante lo sprint finale condotto dal Milan con metà reparto offensivo fuori per motivi ormai noti. Lui e il fantasista barese hanno retto sulle loro spalle l’attacco rossonero e paradossalmente, pur non avendo spalle possenti come quelle dello svedese, hanno creato più occasioni da goal di quanto ci si potesse immaginare. La partita è stata combattuta,  poco ossigeno è stato concesso per respirare e ragionare: pressing a tutto campo da parte di entrambe le squadre e Brescia arrembante, attento e aggressivo per sopperire al gap tecnico dei rivali. Come prevedibile tuoni e fulmini soprattutto a centrocampo: in un revival dal sapore western Hetemaj, Zanetti “mordi-gambe” sempre pronto in queste occasioni e il subentrato Baiocco (altro guerriero in miniatura) affrontano e sfidano ad armi pari Boateng, Van Bommel e il francese Flamini. Il bottino in palio è alto, altissimo: le Rondinelle sono in piena zona retrocessione, ogni partita può essere l’ultima occasione per rimanere aggrappati alla massima serie. Esplicativa è l’immagine di Berardi che trattiene e si avvinghia al giocatore ghanese tanto da sfilargli la maglia. Non si molla nulla. E così il Brescia si impegna e ci crede fino alla fine. La partita ha avuto due fasi nette, una per tempo. A chiunque si fosse fermato a vedere il primo tempo, il risultato potrebbe nemmeno essere così inaspettato. I primi 45 minuti di gioco sono per lo più di marca milanista: sono gli uomini di Allegri, infatti, ad avere il pallino del gioco in mano; procedono a folate, rallentano il ritmo per poi accelerare quando arrivano nei pressi della porta avversaria con inserimenti ed uno-due in spazi stretti o con cambi di gioco da una fascia all’altra per saltare le varie trappole sparse in mezzo al campo. E le occasione non mancano e l’urlo dei tifosi viene strozzato solo per la poca pulizia nel controllo, come capita a Flamini e Robinho, o per la mancanza di precisione come succede a Cassano che davanti al portiere incoccia male il pallone di testa. Un’anticipazione di come si sarebbe trasformato il secondo tempo si ha proprio alla fine con Eder che lancia il guanto di sfida superando in velocità Thiago Silva (monumentale come sempre anche acciaccato) ed impensierendo Abbiati. Reset totale di quanto si è detto fino ad ora: il Brescia entra in campo unendo alla già citata aggressività, anche voglia di spingere e vede la possibilità di poter far male al Diavolo che di colpo si spegne ed entra in confusione. Di Eder è il primo squillo che si libera in area e calcia alto, poi si susseguono a ritmo incessante il colpo di testa di Caracciolo, i tiri di Diamanti e quello di Baiocco dalla distanza . Ma dell’inferno, il Diavolo è padrone, e il Brescia ci finisce dentro, dopo aver sfiorato il paradiso con la traversa colpita dal tuttofare Diamanti. Accecati ed ammaliati dalla possibilità di prendersi i 3 punti, si spingono troppo e male in avanti, lasciando una prateria e invitando gentilmente Cassano (che nel frattempo si era divorato un altro colpo di testa) a servire un comodo assist proprio all’ex giocatore del Manchester City. Ed oltre il danno, arriva anche la beffa con la parata prodigiosa di Abbiati che si tuffa sulla sinistra e sventa un tiro a giro sempre di Diamanti, ultimo ad aver mollato. Immediatamente nella mente di molti è apparso un fotogramma, un flash, ovvero una parata altrettanto straordinaria dell’estremo difensore milanista nel lontano ’99 contro il Perugia all’ultima giornata. Quella parata fu decisiva e consegnò lo scudetto. Altri corsi e ricorsi storici…

Giovanni Sgobba.

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Published in: on aprile 26, 2011 at 9:22 pm  Lascia un commento  

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