34°a Giornata di serie A:il racconto.

Nel sabato pre-pasquale sono scese in campo, come ai bei vecchi tempi, tutte le 20 squadre di Serie A. Quella che si è giocata, è stata la 34esima giornata, e di certo non sono mancati i primi verdetti ufficiali(retrocessione matematica del fanalino di coda Bari) e quelli, per così dire, “ufficiosi”. Nelle zone alte della classifica i giochi sembrano orami fatti con il Napoli che dopo il tonfo casalingo contro l’Udinese, si arena anche contro il Palermo, rivitalizzato dal rientro di Rossi e reduce da una brillante settimana con la vittoria all’Olimpico controla Romae la partita di Coppa Italia giocata contro il Milan. Eppure gli uomini di Mazzarri sembravano aver dimenticato lo scivolone della settimana scorsa: pronti-via e alla prima occasione Cassani, con un vistosissimo tocco di mano, concede gentilmente un calcio di rigore trasformato dall’ex di turno Cavani. Ma i Partenopei di fatto escono dal match nel quale irrompe prepotentemente il Palermo che si vede negare un calcio di rigore per fallo di mano di Campagnaro, preludio all’uno-due confezionato nel finale di primo tempo che rovescia completamente le sorti dell’incontro: splendido tiro al volo di Balzaretti (tra i migliori in campo) che non lascia scampo a De Sanctis. Il Napoli non trova la forza per ricompattarsi e viene nuovamente punito con la trasformazione dal dischetto di Bovo: prima frazione di gioco che si conclude sul2 a1 e risultato che non verrà più messo in discussione; sono anzi i padroni di casa che non riescono a chiudere a doppia mandata il match, sbagliando soprattutto con Hernandez occasioni su occasioni. Con la possibilità di andare a +9 proprio dal Napoli, il Milan espugna il campo del Rigamonti, dopo una partita sofferta ed estremamente difficile: un vero e proprio testa-coda tra la prima in classifica ed un Brescia che, vista la vittoria della Sampdoria, si ritrova terzultima in classifica, 5 punti indietro dalla coppia formata da Lecce e Samp appunto. Queste premesse, dunque, obbligano il Brescia a scendere in campo con il coltello tra i denti, senza fare troppi calcoli: 80 minuti in cui il match è stato sempre in bilico con occasioni distribuite equamente per tempo. Il Milan controlla i primi 45 min, ma disfa costantemente sotto porta tutte le ottime trame nelle quali il Brescia si trova intrappolata. Nel secondo tempo le Rondinelle, si scrollano da addosso timori ed esitazioni e arrivano a sfiorare il colpaccio con varie conclusioni di Eder, Baiocco e soprattutto Diamanti, faro della squadra, che colpisce una clamorosa traversa su calcio di punizione. Partita in bilico per 80 min, dunque, perché proprio dopo l’ennesima azione d’attacco, i padroni di casa si lasciano sorprendere in contropiede e i due attaccanti rossoneri di turno confezionano il goal del successo: assist di Cassano, rete sotto porta di Robinho. Compito di mister Iachini sarà quello di motivare una squadra che nonostante la brillante prova, esce sconfitta e vede drasticamente ridurre le possibilità di rimanere nella massima serie. Chi invece salutala Serie Asenza fama né gloria è il Bari. La matematica mette la parola fine ad un campionato già scritto e segnato da innumerevoli problemi: sia Ventura prima, che Mutti dopo, non hanno mai potuto contare sulla “formazione tipo” a causa di una impressionante lista di infortunati cronici, ridimensionando e di fatto spegnendo le motivazioni di una squadra che l’anno passato fece sognare tifosi e ricevette attestati di stima da parte di tutti. Sono 22, infatti, i punti in meno rispetto al campionato scorso, gli stessi in meno che ha attualmentela Sampdoria, passata dall’altare con il raggiungimento dei preliminari di Champion’s, alla polvere, invischiata nella lotta per non retrocedere, in una stagione travagliata con la delusione della mancata qualificazione, sgretolata a causa delle cessioni illustri di Cassano e Pazzini, e messa alla gogna dai propri tifosi che sembrano non crederci più. Alla squadra allenata da Cavasin manca proprio la capacità mentale per gestire una situazione del genere: lo si vede proprio nell’andamento della gara, dove paradossalmente, è il Bari che gioca, crea e sfiora il goal con Rudolf (simile a 7 giorni fa quando sbagliò clamorosamente a Cesena). I Doriani, creano qualche occasione con Pozzi, frutto di azioni isolate piuttosto che di un gioco organizzato, e infatti sbloccano il risultato e vincono solamente grazie ad un calcio di rigore (l’ennesimo contro il Bari) e trasformato proprio dal numero 9 doriano. Ma di certo non possono dormire sogni tranquilli perché tutte le altre corrono. Corre il Cesena che con lo 0-2 rifilato ai danni del Bologna, si porta a casa un bel pezzo di salvezza, insperata un paio di mesi fa: partita vivace sin dai primi minuti, ma sono gli uomini di Ficcadenti ad osare di più e prima Giaccherini al terzo del secondo tempo e poi il subentrato Malonga (prima goal in serie A per il francese) insaccano in rete e sigillano un derby da ricordare. Deve voltare immediatamente pagina, invece il Bologna, alla quarta sconfitta consecutiva e forse fin troppo rilassato per una salvezza non ancora certa nonostante il folle campionato, tra punti tolti, problemi societari e multe. Corre pure il Parma, che ha vissuto 2 settimane inaspettatamente splendide e inattese: dopo la vittoria convincente contro l’Inter, la squadra rivitalizzata dalla cura Colomba, espugna pure il Friuli. Altro pesantissimo2 a0, con doppietta di un rigenerato Amauri che stende una Udinese apparsa poco concentrata e molto nervosa, costretta a giocare quasi tutto l’incontro in 10 per l’espulsione di Inler, croce-delizia dell’ultima settimana, dopo lo splendido goal segnato a Napoli.  Proprio dopo la splendida vittoria al San Paolo (da ricordare giocata senza Di Natale e Sanchez), non era pronosticabile un tonfo così pesante, ad un passo (o meglio ad un punto) dal raggiungimento del quarto posto. Che possa essere un campanello d’allarme? Una naturale flessione fisica dopo la dirompente scalata di questa stagione? Tutto sommato questa battuta d’arresto, se i Friulani sapranno reagire già nel prossimo turno, potrebbe essere influente, complice la contemporanea sconfitta della Lazio, attualmente detentrice del quarto posto e ammaliata dall’idea di poter raggiungere e scavalcare l’Inter. Idea che si frantuma quando invece sembrava ormai fatta, visto il vantaggio ottenuto attraverso la realizzazione dagli11 metridi Zarate, il quale si era procurato il penalty e causato l’espulsione di Julio Cesar. In dieci uomini, la squadra allenata da Leonardo che fino ad allora era parsa sottotono e incapace di creare pericoli, si sveglia e reagisce prima con una deliziosa punizione dell’olandese Sneijder e poi con il ritorno al goal di Samuel Eto’o che sfrutta uno scivolone di Biava che gli spiana la strada davanti a Muslera. Due zampate e un ruggito dell’Inter che non solo respinge l’attacco al terzo posto, ma che da la possibilità di scavalcare anche il Napoli portandosi da sola al secondo posto.La Lazioinspiegabilmente si rilassa, viene punita, perde i nervi (come dimostra l’espulsione di Mauri, il migliore dei suoi fino a quel momento) e ora deve stare attenta perché la lotta per l’ultimo posto valido perla Champion’s League diventa sempre più serrata e vede entrare in gioco anchela Roma, che nell’anticipo delle 12:30, supera facilmente con il goal di Perrotta nei minuti iniziali, il Chievo giunto nella capitale senza chiedere troppo ormai alla stagione e limitandosi a disputare una partita dignitosa. Mister Montella, sotto esame per una eventuale conferma l’anno prossimo, riesce a trasmettere energia e volontà e a sbollire le tensioni accumulatesi dopo le due sconfitte tra campionato e coppa e soprattutto dopo il riprovevole episodio ai danni di Menez, e centra una vittoria stretta nel risultato, ma ricca di occasioni da goal, grazie anche all’apporto del capitano Totti, che sta disputando un finale di stagione positivo e in crescita. Esce definitivamente invece, dalla “bagarre quarto posto”,la Juventus, che con la mente sta già pensando alla stagione successiva. E lo si vede per come è maturato il pareggio 2-2 nella gara interna contro il Catania. Nonostante l’impegno straordinario di Del Piero, autore di una doppietta, Del Neri lo sostituisce e con lui fuori, esce anche la determinazione e la concentrazione della Vecchia Signora, che si fa rimontare 2 goal (da cineteca la seconda realizzazione di Lodi su punizione in pieno recupero)e da speranze di salvezza al Catania (esemplare la corsa in pieno furore agonistico di Simeone).Le stesse speranze di salvezza le ha anche il Lecce, che nonostante lo sgambetto subito dal Genoa orami salvo (4-2 il risultato finale), dimostra la giusta determinazione. A titolo di cronaca finisce 1-2 la partita tra Cagliari e Fiorentina: due squadre salve e lontane dall’Europa League.

Giovanni Sgobba.

Annunci
Published in: on aprile 27, 2011 at 4:31 pm  Lascia un commento  

The URI to TrackBack this entry is: https://massimo87.wordpress.com/2011/04/27/34%c2%b0a-giornata-di-serie-ail-racconto/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: