I grandi del passato.Capitolo uno:Ernst Happel.

Eccoci di nuovo qui,dopo il weekend pasquale e soprattutto dopo questa due giorni di champion’s,finita con il brutto spettacolo del Bernabeu,Messi a parte..Ed eccoci qui non per parlare del calcio di oggi,dei Mourinho,dei Ronaldo,ma per dare uno sguardo al passato,da inguaribili romantici,al calcio che fu,ai suoi protagonisti e alle sue storie.

 Ho voluto iniziare questa sezione con un personaggio sicuramente ignoto ai più,in particolare a quelli che oggi si definiscono “esperti conoscitori” del calcio:quest’uomo è Ernst Happel.Austriaco,nato a Vienna nel 1925,inizia la sua carriera da calciatore nel 1943 chiudendola nel 1959,dopo una militanza pluridecennale nel Rapid Vienna(intervallata solo da un biennio in Francia col Racing Parigi).Gioco anche in nazionale e fu colonna portante di quell’Austria terza al mondiale del 1954 in Svizzera.Ma non è molto la sua carriera da giocatore a interessarci quanto quella da allenatore;dopo il ritiro inizio ad allenare diventando uno dei migliori allenatori di sempre.La sua nuova carriera inizia in Olanda,precisamente nel ADO Den Haag,squadra dell’Aia che porta al successo in coppa d’Olanda nel 1968.Subito dopo viene chiamato dal Feyenoord,la grande occasione per far vedere al mondo di che pasta è fatto.Le attese non sono tradite,Happel trasforma la semi-sconosciuta squadra di Rotterdam in una potenza europea portandola nel 1970 a vincere la Coppa dei Campioni,prima squadra olandese a riuscire nell’impresa.L’anno prima era riuscita anche l’accoppiata coppa nazionale-Titolo nazionale.Quel Feyenoord,pur non avendo grande individualità a differenza degli acerrimi rivali dell’Ajax,era una squadra tostissima che applicava il cosiddetto “gioco totale” che avrebbe spopolato da lì a poco:difesa a zona,pressing costante,gioco veloce e pratico.Non era certo quel concentrato di classe e forza che era l’Ajax,ma una squadra pratica,forte e veloce.D’altronde il motto dell’allenatore austriaco era semplice:“correre,correre,correre e disciplina!”.Sono queste le idee che da lì a poco cambieranno il calcio,fino ad allora ancorato ai vecchi stereotipi dei primi anni,che viveva della leggenda del grande Real,dell’Italia di Pozzo e del catenaccio di Herrera.Il calcio era cambiato,anche grazie a gente come Happel che non si fermò certo a quella coppa dei campioni;l’anno dopo arrivò il successo in coppa intercontinentale,seguito da lì a poco dall’addio all’Olanda per approdare in Spagna,al Siviglia,esperienza biennale poco fortunata.Nel 75′ il ritorno nei Paesi Bassi,in Belgio,nel Club Bruges.Ed è qui che Happel compie un altro miracolo portando il club belga ad un passo dai più prestigiosi trionfi:porta infatti la squadra a giocare le finali di coppa Uefa(nel 1976) e di coppa dei Campioni(1978) arrendendosi soltanto al grande Liverpool di quegli anni e di sua maestà Kenny Dalglish.Risultati comunque sorprendenti,conditi soprattutto da tre titoli nazionali consecutivi e da una coppa del Belgio.

Nell’estate del 78′ poi,arriva la sfida più grande:portare l’Olanda a vincere il mondiale.Happel può contare su una squadra fortissima,praticamente la stessa che aveva incantato 4 anni prima con la sola,pesante assenza di Johan Cruijff.Il capolavoro riesce a metà:la squadra arriva fino alla finale contro l’Argentina padrona di casa ma qui la sfortuna si accanisce contro l’Arancia meccanica con il palo al 90′ di johnny Rep che ancora grida vendetta..Alla fine il mondiale lo vince l’Argentina,un mondiale tra i più discussi di sempre ma a parte gli ipotetici brogli rimane comunque un’altra grande prova di forza dell’allenatore austriaco,capace di far bene ovunque.

La conferma arriva 5 anni dopo,ad Atene,quando il suo Amburgo,grazie al gol di Felix Magath in apertura,batte la Juventus di Platini.Ancora una volta “Il tiranno”,com’era chiamato crea una squadra fortissima,veloce,non spettacolare ma capace di vincere contro tutti.Dopo l’avventura in Germania c’è il ritorno a casa,in Austria,al Tirol Innsbruck che porta a vincere il titolo per due volte.Vincendo anche in patria Happel diventa il primo(poi raggiunto dal nostro Trap)capace di vincere il titolo in ben quattro nazioni diverse.Cose da matti,numeri incredibili per un allenatore che ha fatto la storia del calcio,portando anche nuove metodologie d’allenamento:era nota infatti la sua cura quasi maniacale della forma atletica dei suoi giocatori.Un aneddoto fotografa bene questa sua mania:nel 75′,prima di partire per Roma per affrontare i capitolini in Coppa Uefa,il generale ordinò un allenamento alle 7 di mattina per mantenere buona la forma fisica dei suoi ragazzi!Happel è stato sicuramente un allenatore molto duro infatti pare non ci siano foto che lo ritraggano sorridente o in festa dopo qualche trionfo.Ma Happel era anche questo,un allenatore antipatico ma capace di imprese incredibili.

Si è spento nel 92′ dopo una lunga lotta contro il cancro.Aveva da poco preso la guida della nazionale Austriaca e chissà cosa avrebbe potuto fare di quella squadra..Non lo sapremo mai ma in compenso ci rimane una figura leggendaria,quasi statuaria rispetto ai tanti piccoli allenatori che si vedono oggi.Del resto i suoi comandamenti erano semplici:correre,correre,correre e disciplina.Niente di più semplice che però sembra quasi una chimera nel nostro calcio moderno,sempre più solo spettacolo mediatico..Quando vedo i Balotelli o i Menez passeggiare per il campo,svogliati e indisponenti mi viene in mente che cosa gli direbbe il vecchio Happel..

Alla prossima come sempre

Good night and Good Luck.

Massimo Lancianese.

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Published in: on aprile 28, 2011 at 6:46 pm  Lascia un commento  

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